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- Blog - Sulle tracce di Isabella d’Aragona

Sulle tracce di Isabella d’Aragona

Isabella d’Aragona è una delle figure femminili più affascinanti e controverse del Rinascimento italiano. La sua vita è ricca d’intrighi di palazzo, accordi tra diversi regni e casate, lutti e viaggi lungo tutta la penisola. Isabella è stata la centro della vita politica e culturale dell’intero Paese, dapprima come duchessa spodestata della potentissima Milano, poi come duchessa di Bari. Vediamo di scoprire la sua storia e perchè Ostuni conserva ancora oggi tracce del suo passaggio.

Isabella nasce a Napoli nel 1470, dopo soli 19 anni viene data in sposa al Duca di Milano, Gian Galeazzo Sforza, con una cerimonia rimasta famosa per i festeggiamenti spettacolari, con rappresentazioni teatrali, giochi meccanici, fontane di luce e acqua, organizzati al Castello Sforzesco di Milano dalla mano sapiente e ingegnosa di Leonardo Da Vinci, che in quegli anni viveva alla corte di Ludovico Sforza, detto il Moro. I rapporti tra Ludovico il Moro e Isabella non furono mai rosei, ma anzi, fin dall’arrivo della ragazza a Milano e del suo matrimonio con l?altrettanto giovanissimo Gian Galeazzo, il Moro, diventato tutore del giovane, fece di tutto per allontanarli dalla corte per governare egli stesso, tanto che li spostò fuori città in una sorta di esilio nel castello di Pavia. D’altronde la competizione tra Gian Galeazzo e Ludovico risale a molto prima e, sebbene il ragazzo sembrasse non curarsene, Isabella al contrario manifestò una profonda volontà nel rivendicare il suo ruolo di duchessa ufficiale ponendosi in netto contrasto con Ludovico.

Intorno a lei cominciò a crescere invidia e ammirazione per il suo forte carattere, per la sua tempra decisa e allo stesso tempo lungimirante: Isabella si dimostrò presto essere una figura significativa, una donna colta e con le idee chiare. Un pericolo per il Moro. Negli anni lombardi, Isabella stringe un legame affettivo intenso con Leonardo, tanto che secondo alcuni storici sarebbe lei la modella del famosissimo quadro della Monna Lisa e sarebbe stata addirittura sua sposa segreta (motivo che spiegherebbe perchè l’artista abbia gelosamente tenuto con sè il dipinto per tutta la sua vita).

Quando rimase vedova (la storia che si mischia alla leggenda vuole che Gian Galeazzo sia stato avvelenato dallo stesso Ludovico), nel 1499 le venne assegnato il ducato di Bari e dopo pochi anni le città di Ostuni, Villanova e Grottaglie vennero annesse al ducato. Per la zona, per Bari e soprattutto per Ostuni, l’amministrazione di Isabella, grande amante delle arti, portò a un periodo di grande rinascita architettonica e artistica. Ad esempio, le mura della città vengono implementate fino alla chiesa di S. Nicola, viene costruita una nuova piazza (denominata Del Moro per il gelso al suo centro) e la facciata della Cattedrale sembra trarre diretta ispirazione dalla chiesa di Santa Maria Maggiore di Milano, luogo di sepoltura di Gian Galeazzo Sforza. Molti pensano che sia stata proprio Isabella a influenzare il modello della facciata e il motivo curvo che la caratterizza.

In conclusione, sotto la duchessa napoletana e fino alla sua morte avvenuta nel 1524, Ostuni visse un momento d’oro, di grande fermento rinascimentale artistico e non solo e per gli ostunesi fu sicuramente un periodo di tranquillità e crescita dopo i lunghi attacchi subiti nei secoli.

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